Il 17 maggio si celebra la Giornata Mondiale dell’Ipertensione, appuntamento internazionale dedicato alla prevenzione e alla sensibilizzazione su una delle principali cause di malattie cardiovascolari. L’ipertensione arteriosa costituisce uno dei fattori di rischio più rilevanti per infarto, ictus e insufficienza cardiaca.
I numeri globali sono imponenti: oltre 1,28 miliardi di persone tra i 30 e i 79 anni convivono con questa condizione, ma circa la metà ignora di esserne affetta e solo una minoranza riesce a mantenere valori pressori adeguatamente controllati. Anche in Italia la diffusione rimane molto elevata: secondo i dati della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA), circa un italiano su tre è iperteso, con una prevalenza che cresce significativamente con l’avanzare dell’età.
L’ipertensione è spesso definita «killer silenzioso», perché può restare a lungo asintomatica mentre aumenta progressivamente il rischio cardiovascolare. Per questo la diagnosi precoce risulta fondamentale. In occasione della Giornata Mondiale, la SIIA promuove su tutto il territorio nazionale iniziative di prevenzione con gazebo e punti di misurazione gratuita della pressione arteriosa, con un messaggio preciso: conoscere i propri valori pressori è il primo passo per proteggersi.
Quando i farmaci non bastano: la denervazione renale come terza via
In alcuni pazienti, nonostante le modifiche dello stile di vita e le terapie farmacologiche, i valori pressori rimangono superiori a 140/90 mmHg anche con l’impiego di più farmaci antipertensivi. Questa condizione, l’ipertensione difficile da controllare, porta con sé un aumento significativo del rischio di eventi cardiovascolari maggiori.
Per questi casi, negli ultimi anni si è affermata una soluzione innovativa: la denervazione renale. Si tratta di una procedura endovascolare mini-invasiva che agisce sul sistema nervoso simpatico a livello delle arterie renali, ottenendo una riduzione duratura dei valori pressori. Il medico introduce un catetere sottile attraverso l’arteria femorale, lo guida fino alle arterie renali e, tramite energia a radiofrequenza, disattiva selettivamente le terminazioni nervose simpatiche coinvolte nella regolazione della pressione. Al termine il catetere viene rimosso e nel paziente non rimane alcun dispositivo impiantato.
Le più recenti linee guida della Società Europea dell’Ipertensione (ESH) riconoscono la denervazione renale come terzo pilastro nel trattamento dell’ipertensione non controllata, accanto ai cambiamenti dello stile di vita e alla terapia farmacologica, qualificandola come opzione sicura ed efficace.
Un approccio più mirato amplia le possibilità di trattamento
«Il controllo della pressione arteriosa è un elemento chiave nella prevenzione delle malattie cardiovascolari», spiega il prof. Agostino Virdis, presidente della SIIA. «La denervazione renale, accanto alla terapia farmacologica e al corretto stile di vita, rappresenta un’opzione terapeutica innovativa che consente un approccio più mirato e amplia le possibilità di trattamento per i pazienti».
Le parole di Virdis sintetizzano l’evoluzione che la cardiologia e la medicina dell’ipertensione stanno vivendo: la disponibilità di strumenti diversificati (comportamentali, farmacologici e interventistici) permette oggi di personalizzare la cura in modo più efficace, raggiungendo anche quei pazienti che in passato restavano senza adeguata risposta terapeutica.
Per conoscere le iniziative di prevenzione della SIIA in occasione della Giornata Mondiale è possibile visitare la pagina apposita del sito della SIIA. Inoltre, visitando questo link si può consultare l’elenco delle strutture che eseguono la procedura di denervazione renale.
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