Prevenzione, la riforma invisibile ma vera per il SSN

Screening, integrazione tra enti e uso dei dati per CAP: le proposte degli esperti di Welfair per una sanità che prevenga invece di curare

La sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non si decide nei corridoi degli ospedali, ma molto prima, nelle case, nei quartieri, negli ambienti di lavoro, nei territori. È qui che si gioca la partita più cruciale: quella della prevenzione. Eppure, proprio questa dimensione resta la più invisibile, la meno spendibile sul piano politico e comunicativo, la più difficile da raccontare in termini immediati.

La prevenzione non inaugura reparti, non taglia nastri, non genera titoli in prima pagina. Ma è la leva più potente che abbiamo per garantire la sopravvivenza stessa del SSN in un contesto segnato da due grandi trasformazioni: l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche. Investire in prevenzione significa, in ultima analisi, spostare l’asse della sanità da un modello reattivo, centrato sulla cura della malattia, a uno proattivo, orientato alla creazione e alla protezione della salute.

La sfida demografica

L’Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo. Questo comporta un aumento della domanda di assistenza sanitaria, legata soprattutto a patologie croniche e condizioni di fragilità (circa il 52% del fondo sanitario è speso per gli over 65 e, se consideriamo la parte di spese generali e per investimenti, arriviamo vicini al 70%). Non è l’età in sé il problema, ma la qualità degli anni vissuti.

Negli ultimi decenni è cresciuta l’aspettativa di vita con malattia: si vive più a lungo, ma spesso con problemi di salute che, viste le lunghe liste d’attesa, portano, chi può permetterselo, verso la sanità privata. In questo contesto, la prevenzione diventa essenziale per ritardare l’insorgenza delle patologie e mantenere più a lungo una buona qualità della vita.

Dalla cura alla creazione di salute

Il sistema sanitario è stato storicamente centrato sulla malattia. Oggi è necessario un cambio di paradigma: creare salute. Questo significa intervenire sui determinanti della salute, come alimentazione, attività fisica, ambiente, condizioni sociali.

Il territorio come luogo della prevenzione

La prevenzione si realizza soprattutto nei territori. Rafforzare la sanità territoriale significa avvicinare i servizi ai cittadini, intercettare precocemente i bisogni e garantire continuità assistenziale.

One Health

L’approccio One Health riconosce il legame tra salute umana, animale e ambientale. L’inquinamento, il cambiamento climatico e gli stili di vita incidono direttamente sulla salute.

Dati territoriali

L’uso dei dati (che attualmente non ci sono o non è possibile aggregare) consentirebbe interventi mirati e misurabili. I dati epidemiologici, ambientali e sociali permetterebbero di identificare i rischi e pianificare azioni efficaci.

Prevenzione come investimento

Ogni euro speso in prevenzione si ripaga molte volte ed una buona sanità equivale a produzione di ricchezza e crescita dei distretti industriali innovativi. Per questo dobbiamo garantire l’erogazione uniforme dei Livelli Essenziali d’Assistenza e il loro aggiornamento, l’accesso equo alle innovazioni e, soprattutto, garantire un’adeguata copertura di personale per il territorio.

È del tutto evidente che la prevenzione richiede investimenti oggi per ottenere benefici futuri ma, al contempo, riduce i costi sanitari, migliora la qualità della vita e rende il sistema più sostenibile.

I suggerimenti degli esperti riunitisi a Welfair:

  • One Health: Se vogliamo fare sostenibilità dal momento che la cura delle malattie è una spesa inevitabilmente incrementale dobbiamo creare salute, non solo tutelarla. Creando salute si riforma la domanda, che ora si rivolge mutualisticamente indisturbata al sistema sanitario e perciò si creano le basi per ripensare l’offerta di servizi. Su questo i medici per l’ambiente auspicano che i registri di patologie, in particolare il registro tumori, siano maggiormente precisi arrivando ad una analisi per Codice di Avviamento Postale (CAP) per attivare servizi di prevenzione differenziati per singolo territorio.
  • Organizzazione: Ridisegnare e rendere omogenei processi, modelli organizzativi e di comunicazione per aumentare l’aderenza agli screening anche attraverso atti obbligatori (rinnovo della patente) o gli strumenti della Legge 81/2008. Questa prevede che il datore di lavoro faccia prevenzione e formazione sanitaria ai propri dipendenti. Tale prassi può essere utilizzata anche nelle scuole di ogni ordine e grado poiché, per l’INAIL, gli studenti sono assimilati ai lavoratori. I medici competenti inseriscono i referti nel FSE.
  • Interazione tra farmaci: Oggi circa il 4% dei ricoveri è dovuto a eventi avversi per interazioni severe o gravi tra farmaci. Tuttavia, esistono sistemi consolidati per prevenirle, comprendendo anche gli alimenti. Vanno resi disponibili sia per i MMG che per i cittadini stessi, oggi sono alla mercè del mercato e della relativa pubblicità pervasiva.
  • Integrazione: La salute dei cittadini non è oggetto esclusivo del SSN, bensì un insieme di servizi resi da più Enti. INPS per la disabilità, INAIL per l’inabilità al lavoro, i Comuni per i servizi di assistenza domiciliare in caso di invalidità anche temporanea o per il rilascio di permessi per disabili. In un’ottica One Health questi dati, ed i servizi connessi, dovrebbero essere condivisi da tutte le istituzioni per semplificare la vita al cittadino che, nella prevalenza dei casi, è anziano o fragile.

Conclusioni

La prevenzione è la vera riforma del SSN: invisibile ma decisiva. Non produce risultati immediati, ma costruisce il futuro della sanità pubblica. Per dirla con uno slogan bisogna: creare salute agendo sull’ambiente e sui territori. Usare i dati per prevenzione mirata attraverso i CAP e promuovere stili di vita sani nei luoghi di vita.

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di Arrigo Bellelli

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