Infermieri in fuga a Bologna: 240 uscite dal Sant’Orsola nel 2025

A Bologna 240 infermieri hanno lasciato il Sant’Orsola nel 2025. Il Nursind segnala anche il calo dei candidati ai concorsi e le uscite negli altri ospedali.

La carenza di infermieri continua a interessare la sanità bolognese. Nel 2025 il Policlinico Sant’Orsola ha registrato 240 cessazioni tra il personale infermieristico, 35 in più rispetto alle 205 dell’anno precedente. Il dato comprende non soltanto i pensionamenti, ma anche dimissioni, trasferimenti e abbandoni della professione.

Secondo i dati elaborati dal Nursind, anche nell’Ausl di Bologna nell’arco di un anno sarebbero usciti circa 250-300 infermieri. Per il sindacato, il fenomeno riguarda anche professionisti con maggiore anzianità e comporta una perdita di esperienza all’interno dei servizi sanitari.

Il calo dei candidati ai concorsi

La difficoltà non riguarda soltanto il personale già in servizio, ma anche il reclutamento. Nel 2016 un concorso per infermieri aveva raccolto 14.020 candidati, con 3.768 idonei finali. Nel 2025 i partecipanti iniziali sono invece scesi a 740, mentre gli idonei sono stati 450.

Il Nursind evidenzia quindi una riduzione del 94,7% dei candidati e dell’88,1% degli idonei rispetto al 2016. Nell’area Bologna-Imola, inoltre, sono previsti circa 665 pensionamenti entro il 2030.

La situazione a Imola

La riduzione degli organici interessa anche l’Ausl di Imola. Gli infermieri in servizio erano 818 nel gennaio 2024 e 795 alla fine dello stesso anno. Nel corso del 2025 il numero è passato da 791 a 768, fino ad arrivare a 761 all’inizio del 2026.

Tra gli elementi indicati dal Nursind ci sono i turni gravosi, i carichi di lavoro, gli adempimenti burocratici e le difficoltà nella gestione del personale con maggiore anzianità.

Il sindacato chiede quindi un adeguamento delle dotazioni organiche, carichi di lavoro sostenibili, maggiore stabilità dei turni, tutela dei riposi, incentivi per le aree più gravose e percorsi professionali capaci di rendere il lavoro infermieristico più attrattivo.

Il problema del costo degli affitti

A Bologna alla questione lavorativa si aggiunge quella abitativa. Il costo degli affitti rappresenta infatti un ulteriore elemento che può incidere sulla capacità delle strutture sanitarie di attrarre e trattenere personale.

In un documento dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna relativo alla situazione del personale infermieristico si evidenzia che il turnover annuale raggiunge quasi il 10% e che le uscite si concentrano anche in aree ad alta complessità.

La stessa documentazione sottolinea che, anche quando il personale viene sostituito rapidamente, un nuovo infermiere può impiegare dai quattro ai sei mesi per acquisire le competenze necessarie a lavorare in autonomia.

La combinazione tra uscite, difficoltà di reclutamento e tempi necessari per la formazione dei nuovi professionisti rappresenta quindi una delle criticità per la tenuta degli organici sanitari nell’area bolognese.

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di Carlotta Ferrante

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